Antica Dimora Grella
Suite d'epoca a Sturno (AV)
Descrizione
L’antica dimora si compone, al primo piano, di un’ampia sala d’ingresso con cucina e caminetto ed una suite d’epoca con bagno e, al piano superiore, di una sala con affaccio panoramico ed una camera matrimoniale con bagno.
Gli ambienti sono arredati con mobili ed oggetti originari della casa che attraversano tutte le epoche in cui è stata vissuta, prima, dal ramo cadetto della famiglia Grella con i suoi imponenti mobili intarsiati dell’800’ dislocati al primo piano ed, a partire dagli anni trenta del 900’, dalla famiglia Grella-Vicario, con oggetti di modernariato dislocati al secondo piano in origine non esistente.
I rapporti con la famiglia dei baroni Grella sono ricordati da un grande albero disegnato a mani agli inizi del 900’ che si trova nella sala di arrivo del grande scalone in pietra e che raffigura l’albero genealogico dell’intera famiglia.
Unica testimonianza rimasta dell’epoca settecentesca é la consolle luigi XV (1723-1774) che, riscoperta casualmente durante la ricostruzione del sisma 1980, è stata trasportata a Napoli dove è stata restaurata con il ripristino dell’originaria doratura ad opera dei maestri di via Costantinopoli.
L’antico arredo non ha più fatto ritorno nella dimora per essere salvaguardato dai furti che si sono verificati nel corso degli ultimi anni.
La suite d'epoca
La suite comprende la camera principale dell’antica dimora con affaccio sull’ingresso colonnato sormontato dall’inscrizione in latino posta a memoria del primo restauro del 1792.
Alla camera principale si accede, come in origine, attraversando un’altra stanza nella quale é stata riprodotta una sala da bagno con una vasca dell’epoca (da restaurare), un bacile con brocca per la rasatura maschile ed un piano di marmo con seduta e specchio usati, in passato, dalle donne per acconciare i capelli e trattare il viso con unguenti e cosmetici naturali.
La seconda camera matrimoniale con bagno
Attraversando la sala al secondo piano, si entra in una camera matrimoniale in stile arte povera, letto in ferro originale, un armadio su misura ed il bagno con doccia.
Sia la sala che la stanza da letto sono dotati di condizionatore inverter caldo/freddo.
Caratteristiche
1° piano
- ampio salone/ingresso/cucina/caminetto
- suite matrimoniale (2 stanze con bagno)
2° piano
ampia sala con:
- angolo TV 60 pollici
- angolo bar
- affaccio panoramico
- matrimoniale con bagno autonoma
Al primo piano si accede attraverso l’androne e la scala in pietra originari.
D’inverno caminetto acceso h24.
Ultimo restauro
La dimora fu gravemente danneggiata a seguito del terremoto che colpì l’Irpinia il 23 novembre 1980.
Le antiche mura perimetrali si divaricarono provocando il crollo del tetto e del sottostante solaio in travi di legno.
Sono state irrimediabilmente perduti i decori che ornavano i soffitti delle grandi stanze del primo piano, l’una comunicante all’altra e uniche abitate fino al 1980.
Il piano terra, invece, era interamente occupato da cantine nelle quali erano collocate due botti per la conservazione del vino anch’esse perdute in quanto troppo grandi per essere rimosse. Si tentò di smontarle ma, appena sfilati i grandi cerchi di metallo ancora oggi conservati, l’antico legno, corroso dal tempo, si sbriciolò.
I lavori, affidati all’impresa di costruzioni “EdilSturno del geometra Carlo Perone”, oggi memoria storica della fabbrica che durò ben dieci anni, partirono con la puntellatura della facciata principale ed il suo riallineamento con quella posteriore mediante catene antisismiche passanti all’interno dei solai totalmente rifatti in travi di ferro e putrelle, il tutto preservando lo scalone di accesso al primo piano con le relative volte e la gradinata dell’androne, entrambi in pietra come tutti i basamenti delle finestre.
Il solaio del primo piano fu ricostruito più in basso sacrificando l’altezza tipica delle case dell’epoca a vantaggio di quella dei sottotetti che in origine non erano praticabili.
Le cantine furono risanate con massetto e pavimentazione prima inesistenti che le resero in gran parte abitabili.
La parte più interna del piano terra, non dotata di luce naturale perché interrata, è diventata una zona di passaggio per accedere al giardino retrostante al fabbricato conservando l’antico pozzo interno alla casa ed in origine destinato a conservare i cibi immergendoli in fredda acqua sorgiva.
Come ultimo fu rifatto il tetto appoggiando su massicce travi di legno un tavolato con aperture per l’installazione di vasistas a filo e sul quale furono poggiati gli originari irmici di terracotta, che ancora oggi si spaccano con le gelate invernali e vengono sostituiti con altri sempre più rari recuperati da vecchi ruderi di campagna abbandonati.








